Betta Guerreri

Un tubino per piacersi, piacere e, soprattutto, piacere a chi ci ama

Il mio primo ricordo da stilista? Disegnavo e cucivo gli abiti per le Barbie di tutte le mie amiche da bambina e facevano a gara per avere i miei vestitini. Poi, durante il liceo artistico, sono passata a loro: venivano a casa mia, magari partendo da un vestito vecchio, accorciavo, tagliavo, cucivo e dopo, vestite di nuovo, andavamo a ballare.

Quindi ho iniziato a produrre qualche capo per la boutique di mia madre nel quadrilatero della moda (per questo ho mantenuto il suo nome, Gio' Guerreri). Oggi disegno tre collezioni, il pret à porter, la light couture (una linea di abiti da cocktail e da sera esclusivi, ma a costi ragionevoli) e la Betta beach, vestitini da mare con costumi abbinati. Mio marito dice, anche per amore, che sono un'ingegnere del corpo femminile, perchè so valorizzare il meglio e occultare i difetti, una mia amica giornalista dell'Ansa dice invece che sono “la regina del tubino“ o anche “la regina del capotetta“, perché so come esaltare un seno anche se non troppo generoso.

A me basta fare bei vestiti, che sappiano coniugare fascino, eleganza, sensualità, ma senza ostentazione. Quella lasciamola alle donne insicure che hanno bisogno di esagerare. A noi basta piacersi, piacere e piacere soprattutto a chi ci ama.
Betta Guerreri